ANALISYS

 

 

Analizziamo, anzi no analizziamoci. Vedersi, come ho scritto recentemente con gli occhi di un’altra persona può esserci d’aiuto per capirci e iniziare un’autoanalisi.

Come siamo fatti è perchè siamo fatti così, cosa ci spinge ad essere persone con dei limiti o senza.

 

Credo Quia Absurdum, “credo perchè è assurdo” è un obiettivo da studiare attentamente.

Noi crediamo in cose,  anche se in realtà sappiamo essere impossibili, come i miracoli, le vincite, le guarigioni, nel paradiso o nell’ inferno.

Alla stupidità ci crediamo ? E quanto siamo stupidi in ogni cosa che facciamo o crediamo di fare?

 

In questa analisi si crea un intreccio tra,  pesatori liberi di una filosofia come, Kant, Schopenhauer,  Nietzsche, la medicina nella sua specialità psicologica, la Fisica Quantistica, e la Fede.

Questo post non deve apparire come un macigno filosofico (spero), la vita è una, e nelle sue fasi difficile da affrontare.

 

IMG_1481Dalla Nascita alla nostra morte, si assiste alla trasformazione della nostra materia, la quale ci porta a soffrire per la fame,  per gli attacchi alla nostra psiche, da parte di persone o avvenimenti vissuti.

Nelle fasi si assiste a un peggioramento esistenziale di noi stessi, alternato a periodi di benessere a seconda di come la nostra vita si imposta,o la impostiamo.

 

Per questo vi sono delle variabili come la salute , la fortuna, eventi luttuosi, educazione, sensibilità, che definiscono il cammino della nostra vita. Siamo noi gli artefici del nostro successo o fallimento, noi che crediamo di essere capaci o incapaci di raggiungere un obiettivo.

Tutto si trasforma, nulla si crea o si distrugge (legge sulla conservazione di Antoine Lavoisier).

 

– Potremmo porci questa domanda : Ma noi vogliamo vivere?

 

Immaginiamo di essere come la natura sperperatrice senza misura, indifferente, priva di fini e riguardi senza pietà e giustizia, feconda e sterile e nello stesso tempo insicura. Pensate l’indifferenza stessa come potenza.  -Come potremmo vivere conformemente a questa indifferenza? – Vivere – non è un voler essere diversi da ciò che questa natura è ? Vivere è valutare, preferire, essere ingiusti, essere limitati, voler essere diversi?

 

Ipotizziamo che nel nostro imperativo di <<vivere secondo natura>> significhi  lo stesso che <<vivere secondo la vita>> – come potremmo non vivere in questo modo ? Perché dobbiamo farne un principio di ciò che noi stessi siamo e dobbiamo essere?

        In realtà non è così, mentre noi diamo ad intendere di leggere nella natura il canone della nostra legge, vogliamo qualcosa di opposto, come dei veri commedianti e autoingannatori.

 

La nostra superbia vuole fare assumere alla natura, il nostro ideale, la nostra morale. Vorremmo che ogni esistenza esistesse solo secondo la propria immagine, una specie di esaltazione dello stoicismo. Con tutto il nostro amore e perseveranza vogliamo vedere la “natura” falsamente cioè stoicamente, tanto da non essere più in grado di vederla diversamente.

 

Una causa della cattiveria umana venne analizzata da Kant:

 

Aveva scoperto nell’uomo una nuova facoltà ,quella di dare giudizi sintetici a priori, ma come era possibile ? In virtù di una facoltà, ma di quale? In una Fede?  

Perché è necessaria la fede in tali giudizi? Quindi questi giudizi possono essere creduti veri o falsi. In definitiva questi giudizi a priori non devono essere possibili, e la fede nella loro verità è pregiudiziale perché appartiene a un ottica prospettica della vita.

Questo aspetto è molto frequente nella società attuale e crea odio e rancore tra gli uomini.

 

 

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I Fisici e i Fisiologi e le loro teorie : Qui entriamo in un complicato dibattito che non si esaurirà mai.

Ad esempio secondo alcuni Fisiologi l’istinto di conservazione è un impulso cardinale di un essere.

Per i fisici invece un’ entità vivente vuole prima di tutto liberare la propria forza, la vita stessa è volontà di potenza. L’istinto di conservazione ne è soltanto una delle conseguenze più dirette e comuni.

Gli studiosi di Fisica si sono resi conto (non tutti), che la fisica è soltanto una interpretazione e una sistemazione del mondo e non una spiegazione del mondo e della vita.

La fisica chiarisce ciò che si vede e si tocca, la filosofia ha un concetto dei sensi più platonico.

Il fascino del pensiero sta proprio nell’opporsi all’evidenza sensibile. Da una parte gli organi di senso tangibili come occhi e dita, dall’altra ci si basa su un pensiero più aristocratico dove i fisiologi godono di sensi più forti di quelli contemporanei fisici.

 

Concludendo in ognuno di noi c’è un analista che ci aiuta a capire il perché siamo capaci o incapaci a fare o pensare.

Il comportamento che adottiamo in certe situazioni e l’insicurezza che cerchiamo di nascondere ogni giorno sono pilotate da questo analista che è la nostra anima.

 

Ma questa anima rimarrà anche dopo la nostra morte ?

 

Compos Mentis Compos Sui………..

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